Fluoritura

Enrico Minguzzi (Cotignola 1981)

Fluoritura

28 ottobre | 18 dicembre 2021

Opening 28 ottobre 2021 | h. 18:00

IT

Testo a cura di Costanza Nizzi
Nuova Galleria Morone |Via Nerino 3, Milano
Martedi – Venerdi: 11.00 – 19.00 Sabato: 15.00 – 19.00

Nuova Galleria Morone presenta Fluoritura, la prima personale di Enrico Minguzzi negli spazi della galleria. La mostra racconta di un viaggio tra le memorie e l’immaginazione dell’artista: un itinerario sospeso tra un immaginario dai toni fluorescenti ed i ricordi di una natura impressa in un tempo non troppo lontano. L’esposizione presenta un ciclo di opere di recente produzione, dai suoi paesaggi più iconici alle nature morte, nuove componenti di un ecosistema “fantastico”. Le opere saranno visibili presso la Nuova Galleria Morone dal 28 Ottobre al 18 Dicembre 2021.

Fluoritura è il racconto di una passeggiata tra i boschi che l’artista ha visto e immagazzinato negli archivi della sua memoria, ma che vengono modificati, alterati e rielaborati per riaffiorare, infine, sulla superficie pittorica nuovamente sotto forma di elementi del reale. Spesso le percezioni sono ingannevoli, realtà e finzione possono essere facilmente confusi in un’immagine. Un’eterna dicotomia espressa dall’artista anche attraverso le scelte cromatiche e le tecniche pittoriche utilizzate. Pigmenti fluorescenti vengono miscelati a resine per creare forme distopiche, bilanciate dall’utilizzo di tonalità cupe nel susseguirsi di trasparenti velature. Tradizione e sperimentazione, cupo e brillante, pittura e anti-pittura sono solo alcune delle contrapposizioni che governano il biosistema raccontato nelle opere di Enrico Minguzzi.

Seguendo lo stesso procedimento creativo con il quale Minguzzi crea le sue opere, il titolo della mostra trae ispirazione dalla parola inglese Fluorishing (‘fiorente’, ‘rigoglioso’). Riaffiorato nella memoria dell’artista, il termine è stato traslitterato in italiano e infine trasformato in un gioco di parole tra il fiorire delle piante e la natura fluorescente degli organismi, soggetto delle sue composizioni. Il risultato è un elogio alla rigogliosa e brillante natura che compone il suo ecosistema.

ENG

Fluoritura

Text curated by Costanza Nizzi

28th October – 18th December 2021

Via Nerino 3, Milano

Tuesday – Friday: 11.00 – 19.00

Saturday: 15.00 – 19.00

Nuova Galleria Morone presents Fluoritura, Enrico Minguzzi’s first solo show in the spaces of the gallery. The exhibition depicts a journey through the artist’s memory and imagination. The event presents his new series representing a wide range of subjects, from landscapes to still lifes which are all part of an imaginary ecosystem. The works will be on display at the Nuova Galleria Morone from October 28th to December 18th, 2021.

Fluoritura is about a promenade through the woods that the artist has experienced and stored in the archives of his memory. However, these are edited, altered and reworked. Perceptions are often deceptive, therefore reality and fiction can easily be confused in an image. The artist enhances this eternal dichotomy through his choice of colours and painting techniques. Fluorescent pigments are mixed with resins to create dystopian forms, balanced by the use of dark tones in a succession of transparent glazes. Tradition and experimentation, dark and bright, painting and anti-painting are just some of the contrasts that drive the vision of Enrico Minguzzi’s works.

 

Following Minguzzi’s creative process, the title of the exhibition is inspired by the English word Fluorishing (‘flourishing’, ‘luxuriant’). Resurfacing in the artist’s memory, the term was translated into Italian and transformed into a play on words between the flowering of plants and the fluorescent nature of the organisms that are the main subject of his compositions. The result is a eulogy to the lush and brilliant nature that makes up his ecosystem.

Senza figura – MONITOR Pereto – installation view

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Senza Figura, curated by Nicola Samorì, 2021, installation view at Monitor Pereto (AQ)
Ph. credits Giorgio Benni
Courtesy the artist and Monitor Roma, Lisbona, Pereto

Senza figura – MONITOR Pereto

A cura di Nicola Samorì

Artisti: Pierpaolo Campanini, Chiara Lecca, Enrico Minguzzi, Mattia Moreni, Nicola Samorì
Opening 02.10.2021 ore 12 – 17

Fino al 14 novembre


Le nature morte introducono i soggetti prescelti per la mostra allestita nella sede Monitor di Pereto, Senza Figura, in cui Samorì ricopre la doppia veste di pittore e di curatore, invitando artisti a lui vicini per ricerca, dialogo e condivisione di esperienze. 

Chiara Lecca (Modigliana, 1977), Enrico Minguzzi (Cotignola, 1981), Pierpaolo Campanini (Cento, 1964) e Mattia Moreni (Pavia 1920 – Brisighella 1999) prendono di petto la natura, mettendosi di fronte a essa in un confronto tutt’altro che pacificato e fluido, interessati piuttosto alla sua ambiguità, alle sue implicazioni semantiche, alle distorsioni delle forme che si compiono in bilico tra contemplazione e colluttazione. Senza Figura è anche una auto-censura, una raccolta di dipinti e sculture che escludono la presenza del corpo, la tematica più ricorrente nell’opera di Nicola Samorì. 

La via dell’in-naturale è aperta in mostra, cronologicamente, da un dipinto di Mattia Moreni del 1970, L’agonia dell’anguria allunata su pelliccia, una delle sue celebri non-angurie dove il corpo del frutto è sfregiato da una spaccatura, evocazione di quel sesso femminile che diverrà poi assoluto protagonista nelle sue rappresentazioni immediatamente successive. 

Questa ambiguità semantica attraversa tutte le opere in mostra, dove il rapporto col naturale non è mai didascalico. In Pierpaolo Campanini il confronto quotidiano e ostinato con un brandello di natura sfocia in una sorta di trasfigurazione del fogliame, bruciato da bagliori che nella pittura di Enrico Minguzzi diventano resine fluorescenti che accolgono una natura in forma di pura espulsione mentale, privata di ogni sostegno alla gruccia del realismo. In Chiara Lecca la presenza del frammento animale sconfina otticamente in altri regni: le bolle alabastrine che si gonfiano come le angurie di Moreni sono in realtà vesciche animali, così come i fiori recisi sono orecchie di coniglio tassidermizzate. Fiori falsi, come quelli ritratti da Samorì nell’olio su Breccia di Vendôme secondo natura, poiché non sono stati dipinti, bensì come “trovati” sulla pietra e costretti a prendere forma attraverso l’assedio del colore che ne minaccia i perimetri rivelandoli al contempo. 

Si sa come la natura si piega trasformandosi nello svolgimento delle necessità.

                                                                                                                              Mattia Moreni

ORARI DI APERTURA

 

MONITOR Pereto
Palazzo Maccafani – Piazza Maccafani, 5 67064 Pereto (AQ)

Sabato e domenica ore 15-19.
Gli altri giorni su appuntamento. Prenotazioni a monitor@monitoronline.org

NON GIUDICARE

 

11 Settembre – 11 Ottobre 2020

Bagnacavallo, Ex Convento di San Francesco

Presso gli spazi del monumentale Convento di San Francesco, venerdì 11 settembre 2020 inaugura la mostra “NON GIUDICARE”, promossa dal Comune di Bagnacavallo per la Festa di San Michele 2020 (dal 25 al 29 settembre) e organizzata dal collettivo MAGMA.

Il progetto, a cura di Viola Emaldi, prende spunto dalla tradizionale devozione per l’arcangelo Michele, patrono della città  e oggetto di un culto diffuso, per indagare, attraverso l’arte contemporanea, l’attualità della simbologia che accompagna questa figura. 

Nell’iconografia cristiana siamo abituati a vedere San Michele solitamente raffigurato nelle sembianze di guerriero armato: la spada stretta nella mano destra, simbolo di intelletto, ci informa che il giudizio deve essere severo ma pur sempre “giusto”, ossia proiettato verso l’unità fra le parti in causa; la bilancia sollevata con la sinistra esorta invece a mettere ordine e armonia fra gli opposti, ricordandoci il suo ruolo di grande equilibratore. Michele, “chi è come Dio?”, ci invita a cercare l’equilibrio tra i piatti della bilancia del bene e del male. Attraverso la sua figura ci sprona a farlo essendo consapevoli che tali estremi sono sempre legati l’uno all’altro e dunque il giudizio su di essi, simboleggiato dalla spada, dev’essere sempre rivolto verso un’armonia superiore che inevitabilmente trascende il mondo in cui viviamo.

Bianco-nero, bene-male, maschile-femminile, luce-ombra, positivo-negativo, discesa-risalita; spesso noi consideriamo le polarità che contraddistinguono il mondo come fossero tagliate perfettamente a metà. Eppure, osservando meglio, potremmo vedere che in realtà ogni estremo, proprio come nel simbolo del Tao, contiene già in sé il germe dell’altro. L’esortazione che viene enunciata dal titolo, quindi, è di NON GIUDICARE le persone e le cose in base a quello ci è possibile vedere nell’attimo, poiché qualsiasi valutazione di merito che dia l’impressione di poter essere valida per sempre, in realtà è già in marcia per diventare il proprio opposto. Nelle manifestazioni attuali del male non vediamo il bene di domani, così come nel bene di oggi non riusciamo a scorgere il potenziale male futuro. NON GIUDICARE, pur dovendo inevitabilmente farlo, diventa, così, quasi una pratica meditativa, di ardua ma fondamentale applicazione, nel travagliato viaggio verso la conoscenza di sé.  

Questa è la prospettiva che l’esposizione vuol suggerire, affidando la riflessione ad artisti visivi contemporanei fortemente legati al nostro territorio per nascita o ragioni di vita. Una selezione che comprende 15 artisti nati nei decenni che vanno dai ’60 agli ’80 in Romagna, o che qui hanno deciso di stabilirsi per portare avanti la propria personale ricerca; anche artisti che in Romagna non vivono più ma che mantengono un particolare rapporto con la loro terra d’origine. Un percorso attraverso tre generazioni di artisti, dai nomi conosciuti a livello internazionale come Bertozzi & Casoni nati negli anni a cavallo tra i ’50 e i ’60 fino al più giovane Enrico Minguzzi nato all’inizio degli ’80. Una scelta che racchiude uno spaccato della sensibilità che anima la ricerca visiva contemporanea con radici romagnole.

 

In mostra troviamo opere caratterizzate da una forte componente concettuale e da un’estetica elegante e ragionata; dai collage di Sergia Avveduti alle composizioni di David Casini fino al lavoro di Italo Zuffi. Una maestria tecnica accompagnata da una poetica potente come nella sequenza di grandi affreschi strappati presentata da Nicola Samorì, a volte cruda – come nel caso di Yuri Ancarani – altre ribelle/contro, spesso al femminile – ne sono un esempio i lavori di Stefania Galegati o di Chiara Lecca. 

Un percorso espositivo che attraversa una molteplicità di medium, tipica delle espressioni artistiche contemporanee e che raccontano il territorio fisico o mentale di provenienza, dai materiali caldi lavorati a mano – come le ceramiche di Andrea Salvatori – all’impiego di tecnologie digitali. Dal disegno – è il caso di Alessandro Pessoli – alla pittura, dalla scultura all’installazione – si veda l’intervento ad hoc di Marco Samorè, dalla fotografia di Silvia Camporesi al video, senza dimenticare la performance, che nel lavoro di Alessandro Roma si fonde con la scultura. 

Accomuna il lavoro di tutti una sensibilità diffusa e spirituale che a livello estetico e formale si traduce in opere in cui l’idea che ne è alla base domina la materia e l’espressione.

Il percorso espositivo investe il primo piano dell’Ex Convento con le due gallerie monumentali e le sale adiacenti. I visitatori verranno dotati di mappa cartacea con codici QR per l’ascolto di brevi tracce audio di guida alla lettura delle opere. 

 

ARTISTI:

Yuri Ancarani

Sergia Avveduti

Bertozzi & Casoni

Silvia Camporesi

David Casini

Stefania Galegati

Chiara Lecca

Enrico Minguzzi

Alessandro Pessoli

Alessandro Roma con Paola Ponti

Andrea Salvatori

Marco Samorè

Nicola Samorì

Italo Zuffi

 

 

  • NON GIUDICARE

 

 

11 settembre – 11 ottobre 2020

Ex Convento San Francesco

Via Luigi Cadorna, 14, 48012 Bagnacavallo (RA)

 

Conferenza Stampa giovedì 10 ottobre, ore 11,30

Apertura venerdì 11 settembre, ore 18-23.
Presentazione catalogo venerdì 25 settembre, ore 18.30

 

Orari: 

Dal martedì al venerdì ore 18-23
Sabato ore 16-23
Domenica ore 10-12.30 e 15-21 (lunedì chiuso).

 

Durante la festa S.Michele (25-29 settembre) osserverà orari straordinari:
Sabato 26 settembre 10-12 e 15-24
Domenica 27 settembre ore 10-24
Lunedì 28 settembre ore 18-24,

Martedì 29 settembre ore 10-12 e 15-24


Gli accessi, a ingresso libero, saranno contingentati.

 

Nature in quiete

Nature in quiete

sguardi d’artista sul paesaggio

4 settembre/10 ottobre 2020

A cura di Giovanni Gardini

Chiesa di Santa Maria dell’Angelo, Via Santa Maria dell’Angelo, Faenza (Ra)

In occasione di Made in Italy 2020 mostra mercato della ceramica italiana, nella suggestiva cornice della chiesa di Santa Maria dell’Angelo, il Museo Diocesano di Faenza ha organizzato, in collaborazione con il Comune di Faenza e l’Ufficio per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Ravenna-Cervia, l’evento espositivo Nature inquiete. Sguardi d’artista sul paesaggio una mostra sul delicato rapporto uomo/natura, un tema quanto mai urgente che unisce diverse sensibilità e attenzioni. Per l’evento sono stati selezionati quattro giovani artisti del territorio romagnolo e dal curriculum internazionale che hanno fatto della natura e del rapporto dell’uomo con essa un punto nodale della loro ricerca artistica: Luca Freschi, Takako Hirai, Enrico Minguzzi, Giorgia Severi.

 

La mostra vede anche la collaborazione della Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Milano, che ospiterà la mostra nei primi mesi del 2021.

 

In occasione dell’esposizione è stato realizzato un catalogo per le Edizioni Homeless Book con saggi di Luigi Codemo, Direttore della Galleria d’arte sacra dei Contemporanei di Milano, Giuliano Zanchi, Direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo, Paolo Sacchini, Direttore della Collezione Paolo VI- arte contemporanea di Concesio e Giovanni Gardini Museo Diocesano di Faenza e curatore della mostra.

 

Catalogo Edizioni Homeless Book // testi di Luigi Codemo, Giovanni Gardini, Paolo Sacchini, Giuliano Zanchi

 

ingresso libero

museodiocesanofaenza.it

 

INAUGURAZIONE

venerdì 4 settembre ore 19.00

 

ORARI MOSTRA

martedì 10.00-12.30

venerdì  16.30-18.30

sabato 10.00-12.30/16.30 – 18.30

 

APERTURE STRAORDINARIE

in occasione di Made in Italy 2020: la ceramica italiana guarda al futuro

sabato 5 settembre ore 10.00-22.00 | domenica 6 settembre ore 10.00-19.00

Pittori fantastici nella Valle del Po

Pittori fantastici nella Valle del Po
Padiglione d’Arte contemporanea, 3 luglio / 27 settembre 2020

A cura di Camillo Langone

Pittori fantastici nella Valle del Po è l’arte del nostro tempo, del nostro spazio e della fantasia di 42 artisti fantastici, qualunque sia l’accezione che vogliamo dare a questo aggettivo. Siamo a Ferrara ossia nell’ultimo tratto della Valle del Po, definizione geografica e poetica (alla maniera di Mario Soldati) che designa l’intero bacino dal Monviso al Delta, compresa la montagnosa sezione iniziale.
Questa è più di una mostra d’arte contemporanea: è una mostra d’arte vivente, come tutti i suoi protagonisti. E molto più di una mostra d’arte genericamente italiana o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte peculiarmente padana. Bellezza che, in questa forma, non potrebbe esistere altrove.
Per molti quadri esposti “fantastico” ha valore di iperbole, di aggettivo superlativo e ammirativo. Per molti altri significa inoltre «creato dalla fantasia, o in cui ha parte prevalente la fantasia», siccome il surreale compensa la piattezza del reale, e il sogno più bizzarro scaturisce dalla pianura più uniforme.
Tutti gli artisti in mostra sono nati o residenti in prossimità del più lungo fiume d’Italia. Tutte le opere sono legate al territorio: alcune già esistenti, molte realizzate appositamente per ricreare il nesso umanistico, e dunque umano, fra luoghi e committenza, fra luoghi e arte. Città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio o dell’Ariosto o della vita moderna vengono pittoricamente celebrati, animati dal soffio dell’arte intesa come risarcimento e terapia.
Pittori fantastici nella Valle del Po riporta al centro della produzione artistica Ferrara e si propone di riattivare il glorioso policentrismo padano oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano. Ancora una volta, tanti anni dopo l’Officina ferrarese e la Metafisica, grandi artisti italiani si affacciano sulle rive del Po e cominciano a dipingere.

Organizzatori
Comune di Ferrara, Servizio Musei d’Arte e Fondazione Ferrara Arte

A cura di
Camillo Langone

Orari
10 – 13.00 / 16.00 – 19.30
Chiuso il lunedì
Aperto il 15 agosto

L’ingresso è consentito a 18 persone ogni 30 minuti
Indicazioni per una visita in sicurezza

La prenotazione è fortemente consigliata
Prenotazioni: prenotazionemusei.comune.fe.it

Maggiori informazioni…

The art of rebirth

THE ART OF REBIRTH
Gehard Demetz, Enrico Minguzzi, Davide Bramante

Galleria Ventoblu | Polignano a Mare

20 maggio – 20 settembre 2020

L’immaginazione artistica non conosce paure e distanze: è l’accelleratore creativo del pensiero, per contribuire a una nuova idea di rinascita. Dopo il lockdown la Galleria Ventoblu è lieta di annunciare la mostra collettiva che segna la riapertura della stagione espositiva 2020. Tre artisti contemporanei, tre differenti generi, altrettante modalità espressive. Un denominatore comune: l’apertura sperimentale verso i linguaggi più internazionali della creatività. È questo confronto tra pratiche artistiche e tendenze del contemporaneo l’obiettivo della mostra “The Art of Rebirth”, visibile dal XX maggio al XX settembre. Come si sono evoluti linguaggi tradizionali, che affondano le loro radici nella Storia dell’arte, e forme espressive come pittura, scultura, fotografia? Provano a raccontarlo – con l’obiettivo di raccogliere pensieri, idee ed esperienze sul tema della rinascita – le opere dello scultore Gehard Demetz, del pittore Enrico Minguzzi e del fotografo Davide Bramante.

Per l’occasione i tre artisti presentano ciascuno un nucleo di opere recenti – tra le più emblematiche del loro percorso creativo -, affiancate da lavori inediti, realizzati ad hoc. Scultore di fama mondiale, presenza fissa alle più importanti fiere internazionali, Gehard Demetz (Bolzano, 1972) espone in galleria due opere scultoree, testimonianza del suo profondo interesse per la scultura lignea, da lui declinata in chiave contemporanea con un linguaggio che fonde riferimenti al pensiero esistenzialista e alle teorie di Rudolf Steiner. Nei suoi lavori la nobile arte della scultura in legno si proietta in una nuova dimensione grazie all’ibridazione con l’estetica dei mondi digitali, di cui sono prova i tasselli che Demetz intaglia e dispone con cura meticolosa come fossero pixel. La ricerca spasmodica di nuove strade per la scultura, lo spinge a realizzare opere in diversi formati, con attenzione alla resa della corporeità e della tensione emotiva. Spiega Demetz: «Voglio che l’osservatore instauri un contatto con i miei lavori, che abbia quindi un ruolo attivo. L’estetica, infatti, è una questione del tutto relativa: mi aiuta, cioè, a raccontare una storia in modo personale».

Di Enrico Minguzzi (Cotignola, RA, 1981), invece, si potrà ammirare un ciclo di nuovi dipinti (2019/2020) sul tema del paesaggio, genere che l’artista reinventa portandolo ai limiti dell’astrazione. Minguzzi dipinge infatti luoghi reali che appartengono alla sua memoria e al suo vissuto, ma li trasforma in visioni astratte, al confine tra realtà e immaginazione. Nella sua pratica si avvale di pittura aolio che sovrappone a pigmenti monocromi in resina epossidica. Il suo lavoro, sospeso tra astrazione e figurazione, reinterpreta – portandola a nuovi esiti – la longeva tradizione degli “ultimi naturalisti” (Francesco Arcangeli), che definì un preciso momento storico dell’Informale italiano. L’attenzione, in questi lavori, è tutta sul colore: elemento costruttivo che dà nuove energie alla sua personalissima grammatica pittorica, caratterizzata da quell’effetto di dilatazione dello spazio che lo stesso Minguzzi ha definito «disequilibrio perfetto»

Davide Bramante (Siracusa, 1970) torna in galleria con una raccolta di photos a colori della serie “My Own Rave”, progetto fotografico a lungo termine consacrato alla vita delle metropoli, con le loro vertiginose architetture di ieri e di oggi. Fulcro del suo linguaggio è la sovrapposizione di immagini: da 4 a 9 scatti non digitali, tutti realizzati live, ovvero in fase di ripresa. «Le photos sono il frutto di ciò che amo e conosco di più: i viaggi, la storia dell’arte, l’architettura e la fotografia… Mi affascina l’idea di poter condensare queste passioni in una sola immagine di grande impatto visivo», spiega Bramante. «Tutto avviene per sovrapposizioni spaziali e temporali. Non è solo uno strumento creativo, ma il modo migliore per esprimere un’idea, entro (ed oltre) la realtà».

Coordinate mostra

THE ART OF REBIRTH

Galleria Ventoblu

Via Conversano 14

Polignano a Mare (BA)

Dal XX maggio al XX settembre 2020

Orari: in settimana 17-21, domenica 11-13.30

WWW.VENTO-BLU.COM

Selvatico contro Covid-19

Gli artisti di Selvatico in favore dell’ospedale
Umberto I di Lugo di Romagna

Sostieni la lotta al Coronavirus acquistando un’opera d’arte

19 alberi blu, 2020, digital painting printed on Canson Infinity Fine Art paper, sheet dimension 33 x 41 cm, print dimension 18 x 30 cm

19 alberi blu, 2020, digital painting printed on Canson Infinity Fine Art paper, sheet dimension 33 x 41 cm, print dimension 18 x 30 cm

La campagna di raccolta fondi a favore dell’ospedale “Umberto I” di Lugo parte dal Museo Civico Luigi Varoli per reagire a questo grande momento di crisi con un’iniziativa concreta.

La proposta di mettere in piedi un’azione di sostegno a chi sta lottando per contrastare questo virus, fatta a Massimiliano Fabbri, responsabile del Museo Varoli, e ci è parsa da subito una buona idea: utilizzare la vasta rete tra artisti provenienti da tutto il territorio nazionale con Selvatico: la rassegna di mostre di arte contemporanea diffusa sul territorio della Bassa Romagna e non solo, a partire dal Museo di Cotignola, suo cuore e centro pulsante.

Per aderire collegati a questo LINK e compila il modulo per la prenotazione delle opere:

Selvatico contro Covid-19

Antinomia installation view

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Antinomia – Enrico Minguzzi – mostra personale

12 ottobre 2019 / 26 gennaio 2020

Museo di San Domenico – Il Pomo Da DaMo contemporary art Imola (Bo)

Il titolo Antinomia rimanda ai concetti di contrapposizione e contraddizione che l’artista indaga attraverso il tema del paesaggio.

Il progetto espositivo presenta la più recente produzione di Minguzzi e gli esiti dell’incontro con il patrimonio del Museo imolese, costruendo un percorso che parte dal linguaggio pittorico per approdare alla scultura in 3d. Le opere pittoriche, esposte al piano terra del Museo e presso la Galleria, mostrano una  pittura di paesaggio realizzata ad olio che si sovrappone ai fondi monocromi dai colori fluorescenti in resina epossidica, ponendo superficie e supporto in una condizione di dialogo, contrasto e reciproca compensazione. Composizioni apparentemente pacate, ricostruzioni di luoghi impressi nella memoria dell’artista che si riformano sul piano pittorico stabilendo nuove condizioni formali e percettive, nell’idea, come la definisce l’artista, di “disequilibrio perfetto”. Tra i dipinti sarà presente anche una reinterpretazione pittorica della vista satellitare della città di Imola. Ancora un paesaggio antinomia quindi, in cui l’unico luogo reale, riportato in maniera analitica, diviene forma astratta.

Le opere scultoree, anch’esse pigmentate con colori fluorescenti, trovano invece spazio all’interno delle vetrine del Museo Scarabelli. Si affiancano ai reperti fossili e ai minerali con cui condividono forme e fattezze, ma nei confronti dei quali si pongono in contrasto in quanto a genesi: sono di fatto mappature sonore, traduzioni tridimensionali di suoni campionati all’esterno del museo. Un paradosso in cui suoni e rumori della quotidianità, facilmente riconoscibili, divengono forme di natura astratta.

Enrico Minguzzi

Antinomia

12 ottobre 2019 – 26 gennaio 2020

Imola / Museo di San Domenico

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

Museo di San Domenico

via Sacchi 4, Imola – Bo

orari di apertura:

dal martedì al venerdì 9-13

sabato 15-19

domenica 10-13; 15-19

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

via XX Settembre 27, Imola – Bo

orari di apertura:

martedì e giovedì 10-12.30

mercoledì 16.30-19

venerdì e sabato 10-12.30 e 16.30-19

domenica su appuntamento

Info : Musei civici di Imola

0542-602609

musei@comune.imola.bo.it   www.museiciviciimola.it

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

333-4531786

info@ilpomodadamo.it   www.ilpomodadamo.it