Pittori fantastici nella Valle del Po

Pittori fantastici nella Valle del Po
Padiglione d’Arte contemporanea, 3 luglio / 27 settembre 2020

A cura di Camillo Langone

Pittori fantastici nella Valle del Po è l’arte del nostro tempo, del nostro spazio e della fantasia di 42 artisti fantastici, qualunque sia l’accezione che vogliamo dare a questo aggettivo. Siamo a Ferrara ossia nell’ultimo tratto della Valle del Po, definizione geografica e poetica (alla maniera di Mario Soldati) che designa l’intero bacino dal Monviso al Delta, compresa la montagnosa sezione iniziale.
Questa è più di una mostra d’arte contemporanea: è una mostra d’arte vivente, come tutti i suoi protagonisti. E molto più di una mostra d’arte genericamente italiana o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte peculiarmente padana. Bellezza che, in questa forma, non potrebbe esistere altrove.
Per molti quadri esposti “fantastico” ha valore di iperbole, di aggettivo superlativo e ammirativo. Per molti altri significa inoltre «creato dalla fantasia, o in cui ha parte prevalente la fantasia», siccome il surreale compensa la piattezza del reale, e il sogno più bizzarro scaturisce dalla pianura più uniforme.
Tutti gli artisti in mostra sono nati o residenti in prossimità del più lungo fiume d’Italia. Tutte le opere sono legate al territorio: alcune già esistenti, molte realizzate appositamente per ricreare il nesso umanistico, e dunque umano, fra luoghi e committenza, fra luoghi e arte. Città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio o dell’Ariosto o della vita moderna vengono pittoricamente celebrati, animati dal soffio dell’arte intesa come risarcimento e terapia.
Pittori fantastici nella Valle del Po riporta al centro della produzione artistica Ferrara e si propone di riattivare il glorioso policentrismo padano oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano. Ancora una volta, tanti anni dopo l’Officina ferrarese e la Metafisica, grandi artisti italiani si affacciano sulle rive del Po e cominciano a dipingere.

Organizzatori
Comune di Ferrara, Servizio Musei d’Arte e Fondazione Ferrara Arte

A cura di
Camillo Langone

Orari
10 – 13.00 / 16.00 – 19.30
Chiuso il lunedì
Aperto il 15 agosto

L’ingresso è consentito a 18 persone ogni 30 minuti
Indicazioni per una visita in sicurezza

La prenotazione è fortemente consigliata
Prenotazioni: prenotazionemusei.comune.fe.it

Maggiori informazioni…

The art of rebirth

THE ART OF REBIRTH
Gehard Demetz, Enrico Minguzzi, Davide Bramante

Galleria Ventoblu | Polignano a Mare

20 maggio – 20 settembre 2020

L’immaginazione artistica non conosce paure e distanze: è l’accelleratore creativo del pensiero, per contribuire a una nuova idea di rinascita. Dopo il lockdown la Galleria Ventoblu è lieta di annunciare la mostra collettiva che segna la riapertura della stagione espositiva 2020. Tre artisti contemporanei, tre differenti generi, altrettante modalità espressive. Un denominatore comune: l’apertura sperimentale verso i linguaggi più internazionali della creatività. È questo confronto tra pratiche artistiche e tendenze del contemporaneo l’obiettivo della mostra “The Art of Rebirth”, visibile dal XX maggio al XX settembre. Come si sono evoluti linguaggi tradizionali, che affondano le loro radici nella Storia dell’arte, e forme espressive come pittura, scultura, fotografia? Provano a raccontarlo – con l’obiettivo di raccogliere pensieri, idee ed esperienze sul tema della rinascita – le opere dello scultore Gehard Demetz, del pittore Enrico Minguzzi e del fotografo Davide Bramante.

Per l’occasione i tre artisti presentano ciascuno un nucleo di opere recenti – tra le più emblematiche del loro percorso creativo -, affiancate da lavori inediti, realizzati ad hoc. Scultore di fama mondiale, presenza fissa alle più importanti fiere internazionali, Gehard Demetz (Bolzano, 1972) espone in galleria due opere scultoree, testimonianza del suo profondo interesse per la scultura lignea, da lui declinata in chiave contemporanea con un linguaggio che fonde riferimenti al pensiero esistenzialista e alle teorie di Rudolf Steiner. Nei suoi lavori la nobile arte della scultura in legno si proietta in una nuova dimensione grazie all’ibridazione con l’estetica dei mondi digitali, di cui sono prova i tasselli che Demetz intaglia e dispone con cura meticolosa come fossero pixel. La ricerca spasmodica di nuove strade per la scultura, lo spinge a realizzare opere in diversi formati, con attenzione alla resa della corporeità e della tensione emotiva. Spiega Demetz: «Voglio che l’osservatore instauri un contatto con i miei lavori, che abbia quindi un ruolo attivo. L’estetica, infatti, è una questione del tutto relativa: mi aiuta, cioè, a raccontare una storia in modo personale».

Di Enrico Minguzzi (Cotignola, RA, 1981), invece, si potrà ammirare un ciclo di nuovi dipinti (2019/2020) sul tema del paesaggio, genere che l’artista reinventa portandolo ai limiti dell’astrazione. Minguzzi dipinge infatti luoghi reali che appartengono alla sua memoria e al suo vissuto, ma li trasforma in visioni astratte, al confine tra realtà e immaginazione. Nella sua pratica si avvale di pittura aolio che sovrappone a pigmenti monocromi in resina epossidica. Il suo lavoro, sospeso tra astrazione e figurazione, reinterpreta – portandola a nuovi esiti – la longeva tradizione degli “ultimi naturalisti” (Francesco Arcangeli), che definì un preciso momento storico dell’Informale italiano. L’attenzione, in questi lavori, è tutta sul colore: elemento costruttivo che dà nuove energie alla sua personalissima grammatica pittorica, caratterizzata da quell’effetto di dilatazione dello spazio che lo stesso Minguzzi ha definito «disequilibrio perfetto»

Davide Bramante (Siracusa, 1970) torna in galleria con una raccolta di photos a colori della serie “My Own Rave”, progetto fotografico a lungo termine consacrato alla vita delle metropoli, con le loro vertiginose architetture di ieri e di oggi. Fulcro del suo linguaggio è la sovrapposizione di immagini: da 4 a 9 scatti non digitali, tutti realizzati live, ovvero in fase di ripresa. «Le photos sono il frutto di ciò che amo e conosco di più: i viaggi, la storia dell’arte, l’architettura e la fotografia… Mi affascina l’idea di poter condensare queste passioni in una sola immagine di grande impatto visivo», spiega Bramante. «Tutto avviene per sovrapposizioni spaziali e temporali. Non è solo uno strumento creativo, ma il modo migliore per esprimere un’idea, entro (ed oltre) la realtà».

Coordinate mostra

THE ART OF REBIRTH

Galleria Ventoblu

Via Conversano 14

Polignano a Mare (BA)

Dal XX maggio al XX settembre 2020

Orari: in settimana 17-21, domenica 11-13.30

WWW.VENTO-BLU.COM

Selvatico contro Covid-19

Gli artisti di Selvatico in favore dell’ospedale
Umberto I di Lugo di Romagna

Sostieni la lotta al Coronavirus acquistando un’opera d’arte

19 alberi blu, 2020, digital painting printed on Canson Infinity Fine Art paper, sheet dimension 33 x 41 cm, print dimension 18 x 30 cm

19 alberi blu, 2020, digital painting printed on Canson Infinity Fine Art paper, sheet dimension 33 x 41 cm, print dimension 18 x 30 cm

La campagna di raccolta fondi a favore dell’ospedale “Umberto I” di Lugo parte dal Museo Civico Luigi Varoli per reagire a questo grande momento di crisi con un’iniziativa concreta.

La proposta di mettere in piedi un’azione di sostegno a chi sta lottando per contrastare questo virus, fatta a Massimiliano Fabbri, responsabile del Museo Varoli, e ci è parsa da subito una buona idea: utilizzare la vasta rete tra artisti provenienti da tutto il territorio nazionale con Selvatico: la rassegna di mostre di arte contemporanea diffusa sul territorio della Bassa Romagna e non solo, a partire dal Museo di Cotignola, suo cuore e centro pulsante.

Per aderire collegati a questo LINK e compila il modulo per la prenotazione delle opere:

Selvatico contro Covid-19

Antinomia installation view

GUARDA ALTRE IMMAGINI DELLA MOSTRA / MORE INSTALLATION VIEW PICTURES

Antinomia – Enrico Minguzzi – mostra personale

12 ottobre 2019 / 26 gennaio 2020

Museo di San Domenico – Il Pomo Da DaMo contemporary art Imola (Bo)

Il titolo Antinomia rimanda ai concetti di contrapposizione e contraddizione che l’artista indaga attraverso il tema del paesaggio.

Il progetto espositivo presenta la più recente produzione di Minguzzi e gli esiti dell’incontro con il patrimonio del Museo imolese, costruendo un percorso che parte dal linguaggio pittorico per approdare alla scultura in 3d. Le opere pittoriche, esposte al piano terra del Museo e presso la Galleria, mostrano una  pittura di paesaggio realizzata ad olio che si sovrappone ai fondi monocromi dai colori fluorescenti in resina epossidica, ponendo superficie e supporto in una condizione di dialogo, contrasto e reciproca compensazione. Composizioni apparentemente pacate, ricostruzioni di luoghi impressi nella memoria dell’artista che si riformano sul piano pittorico stabilendo nuove condizioni formali e percettive, nell’idea, come la definisce l’artista, di “disequilibrio perfetto”. Tra i dipinti sarà presente anche una reinterpretazione pittorica della vista satellitare della città di Imola. Ancora un paesaggio antinomia quindi, in cui l’unico luogo reale, riportato in maniera analitica, diviene forma astratta.

Le opere scultoree, anch’esse pigmentate con colori fluorescenti, trovano invece spazio all’interno delle vetrine del Museo Scarabelli. Si affiancano ai reperti fossili e ai minerali con cui condividono forme e fattezze, ma nei confronti dei quali si pongono in contrasto in quanto a genesi: sono di fatto mappature sonore, traduzioni tridimensionali di suoni campionati all’esterno del museo. Un paradosso in cui suoni e rumori della quotidianità, facilmente riconoscibili, divengono forme di natura astratta.

Enrico Minguzzi

Antinomia

12 ottobre 2019 – 26 gennaio 2020

Imola / Museo di San Domenico

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

Museo di San Domenico

via Sacchi 4, Imola – Bo

orari di apertura:

dal martedì al venerdì 9-13

sabato 15-19

domenica 10-13; 15-19

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

via XX Settembre 27, Imola – Bo

orari di apertura:

martedì e giovedì 10-12.30

mercoledì 16.30-19

venerdì e sabato 10-12.30 e 16.30-19

domenica su appuntamento

Info : Musei civici di Imola

0542-602609

musei@comune.imola.bo.it   www.museiciviciimola.it

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

333-4531786

info@ilpomodadamo.it   www.ilpomodadamo.it

ANTINOMIE

GUARDA ALTRE IMMAIGNI / MORE PICTURES

Domenica 1 dicembre 2019 alle ore 16.00, presso l’auditorium Aldo Villa nel Museo di San Domenico, si terrà la presentazione del catalogo Antinomie che documenta il percorso artistico di Enrico Minguzzi, le cui opere sono in mostra fino al 26 gennaio 2020 presso il Museo di San Domenico e la Galleria Il Pomo da DaMo Contemporary Art di Imola.

Il catalogo documenta gli ultimi due anni di lavoro dell’artista romagnolo raccolti sotto il titolo Antinomie che rimanda ai concetti di contrapposizione e contraddizione che Minguzzi indaga attraverso il tema del paesaggio. Il volume presenta testi critici di Paolo Trioschi, Daniele Torcellini Francesca Baboni e StefanoTaddei e una scheda biografica di Franco Bertoni.

Domenica 1 dicembre saranno presenti l’artista e i critici e, dopo la presentazione del volume, il pubblico potrà visitare la mostra accompagnato dall’artista che illustrerà il proprio lavoro.

Il Museo di San Domenico inoltre affianca alla mostra un calendario di tre appuntamenti pensati per i più piccoli dedicati al percorso artistico di Enrico Minguzzi, per un approccio ludico e formativo all’arte contemporanea.

Al primo appuntamento domenica 1 dicembre l’artista stesso farà una breve incursione mentre si tiene il laboratorio Un artista al Museo? Paesaggi… stravaganti! che prende spunto dal libro di Bruno Munari Disegnare un albero per approdare agli inediti paesaggi di Enrico Minguzzi. Venite a scoprire con i vostri bambini cosa accadrà!

Laboratori per bambini al Museo di San Domenico:

domenica 1 dicembre ore 16

Un artista al Museo?

Paesaggi… stravaganti!

età consigliata 3-6 anni, su prenotazione

domenica 15 dicembre ore 16

Suoni in forme… fluorescenti!

Caccia al tesoro sonora

età consigliata 6-11 anni, su prenotazione

sabato 28 dicembre ore 16

Magica notte fluo al Museo!

Caccia al tesoro sonora

età consigliata 7-11 anni, su prenotazione

Le attività didattiche proposte dai Musei civici fanno parte del calendario di appuntamenti di Giocamuseo 2019-20

Orari di apertura della mostra

Antinomia

Enrico Minguzzi

12 ottobre – 26 gennaio 2020

Museo di San Domenico

dal martedì al venerdì 9-13

sabato 15-19

domenica 10-13; 15-19

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

martedì e giovedì 10-12.30

mercoledì 16.30-19

venerdì e sabato 10-12.30 e 16.30-19

domenica su appuntamento

Info

Musei civici 0542-602609

musei@comune.imola.bo.it  www.museiciviciimola.it

Il Pomo da DaMo Contemporary Art  333-4531786

info@ilpomodadamo.it  www.ilpomodadamo.it

Antinomia / Museo di San Domenico – Imola

Enrico Minguzzi – Antinomia

Sabato 12 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, si inaugura alle ore 17 presso il Museo di San Domenico di Imola e alle ore 18.30 presso la Galleria Il Pomo da DaMo Contemporary Art  Antinomia,  mostra personale di Enrico Minguzzi..

 Il titolo Antinomia rimanda ai concetti di contrapposizione e contraddizione che l’artista indaga attraverso il tema del paesaggio.

Il progetto espositivo presenta la più recente produzione di Minguzzi e gli esiti dell’incontro con il patrimonio del Museo imolese, costruendo un percorso che parte dal linguaggio pittorico per approdare alla scultura in 3d. Le opere pittoriche, esposte al piano terra del Museo e presso la Galleria, mostrano una  pittura di paesaggio realizzata ad olio che si sovrappone ai fondi monocromi dai colori fluorescenti in resina epossidica, ponendo superficie e supporto in una condizione di dialogo, contrasto e reciproca compensazione. Composizioni apparentemente pacate, ricostruzioni di luoghi impressi nella memoria dell’artista che si riformano sul piano pittorico stabilendo nuove condizioni formali e percettive, nell’idea, come la definisce l’artista, di “disequilibrio perfetto”. Tra i dipinti sarà presente anche una reinterpretazione pittorica della vista satellitare della città di Imola. Ancora un paesaggio antinomia quindi, in cui l’unico luogo reale, riportato in maniera analitica, diviene forma astratta.

Le opere scultoree, anch’esse pigmentate con colori fluorescenti, trovano invece spazio all’interno delle vetrine del Museo Scarabelli. Si affiancano ai reperti fossili e ai minerali con cui condividono forme e fattezze, ma nei confronti dei quali si pongono in contrasto in quanto a genesi: sono di fatto mappature sonore, traduzioni tridimensionali di suoni campionati all’esterno del museo. Un paradosso in cui suoni e rumori della quotidianità, facilmente riconoscibili, divengono forme di natura astratta.

 Antinomia, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, è stata realizzata dai Musei civici del Comune di Imola, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, ed è stata proposta dall’Associazione culturale Il Pomo da DaMo, vincitrice del concorso promosso dai Musei civiciChiamata alle arti! 2017 per la sezione riservata alle Associazioni culturali del territorio imolese.

Domenica 1 dicembre alle ore 16.00 si terrà  al Museo di San Domenico la presentazione del catalogo Antinomie  e a seguire una visita guidata alla mostra condotta dallo stesso artista.

 

La mostra resterà aperta dal 12 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020

Enrico Minguzzi

Antinomia

12 ottobre 2019 – 26 gennaio 2020

Imola / Museo di San Domenico

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

 

Museo di San Domenico

via Sacchi 4, Imola – Bo

orari di apertura:

dal martedì al venerdì 9-13

sabato 15-19

domenica 10-13; 15-19

 

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

via XX Settembre 27, Imola – Bo

orari di apertura:

martedì e giovedì 10-12.30

mercoledì 16.30-19

venerdì e sabato 10-12.30 e 16.30-19

domenica su appuntamento

 

Info : Musei civici di Imola

0542-602609

musei@comune.imola.bo.it   www.museiciviciimola.it

 

Il Pomo da DaMo Contemporary Art

333-4531786

info@ilpomodadamo.it   www.ilpomodadamo.it

 

Laboratori per bambini

Museo di San Domenico

 

domenica 1 dicembre ore 16

Un artista al Museo?

Paesaggi…stravaganti!

età consigliata 3-6 anni

 

domenica 15 dicembre ore 16

Suoni in forme …fluorescenti!

Caccia al tesoro sonora

età consigliata 6-11 anni

 

domenica 29 dicembre

dalle 20.30 alle 8.30

del mattino successivo

Magica notte fluo al Museo!

età consigliata dai 7-11 anni

Il tempo che si attende divora – solo show

ENRICO MINGUZZI
Il tempo che si attende divora
Mostra personale

Dal 24 ottobre al 16 novembre 2019
Inaugurazione giovedì 24 ottobre dalle 17 alle 21
sarà presente l’artista

COMUNICATO STAMPA

In attesa della settimana d’arte torinese, Crag Gallery presenta la mostra personale di Enrico Minguzzi “Il tempo che si attende divora”, a distanza di due anni dalla precedente, dal 24 ottobre al 16 novembre 2019.
In occasione della mostra verranno esposte le opere più recenti dell’artista: pitture di paesaggio realizzate ad olio che si sovrappongono a fondi monocromi dai colori fluorescenti in resina epossidica. Il nuovo percorso tecnico-artistico dell’artista, frutto di una lunga ricerca, è confluito nell’unione tra la pittura che già lo contraddistingue con nuove soluzioni percettive e tecniche.
Minguzzi riporta sulla tela i paesaggi a lui cari, in stratificazioni che includono la natura incontaminata e selvaggia di sponde lacustri, di intrecci di erbe, di boschi, di skyline offuscati e cieli plumbei che esistono nella sua memoria e attinge ai luoghi che lo circondano. Tutto ciò si unisce alla nuova tecnica pittorica che permette all’artista di esprimere originali e dettagliatissime soluzioni formali, che ne esaltano la perizia tecnica ed il lavoro minuzioso di stratificazione pittorica.
La protagonista indiscussa è la luce, sia nella rappresentazione sia nella materia, che crea quel legame immediato con lo spettatore, così indiscutibilmente presente nelle opere di Enrico Minguzzi.

La mostra sarà visitabile nell’orario della galleria da martedì a venerdì 15,30 -19,30
sabato 10.30-13.00 / 15,30-19,30ogni mattina su appuntamento

Per informazioni
info@cragallery.com
+39 3351227609

CHIONO REISOVA ART GALLERY – CRAG
via Giolitti, 51 – 10123 Torino
www.cragallery.com

TUTTI NON CI SONO- group show

TUTTI NON CI SONO
a group painting show

curated by

Milena Becci & Leonardo Regano

28 September – 30 November 2019
Opening Saturday 28 September – time 19:00 / 21:00

Traffic Gallery è orgogliosa di presentare TUTTI NON CI SONO, una mostra collettiva dedicata al mezzo pittorico con artisti facenti parte di tre generazioni diverse. Uno sguardo sulla pluralità del mezzo pittorico contemporaneo affrontato con modalità, sfumature ed esiti spesso distanti tra loro. Nove è il numero degli artisti partecipanti (ordine alfabetico) :

Alice Faloretti (1992), Alessandro Gioiello (1982), Daniele Di Girolamo (1995), Beatrice Meoni (1960), Enrico Minguzzi (1981), Ettore Pinelli (1984), Amandine Samyn (1978), Francesco Zanatta (1989), Maria Giovanna Zanella (1991)

Il numero Nove, nel suo significato alchemico di ritorno alla matrice, simboleggia l’opera al nero, la fase della dissoluzione che precede la nuova nascita. Dissolvere per cancellare e per poi nascere, anzi rinascere. Nel collegamento tra i vari significati simbolici, mistici, religiosi, metaforici che il numero Nove assume all’interno della numerologia, e il titolo scelto per la mostra – TUTTI NON CI SONO – si svela il concept attraverso il quale i curatori hanno composto e pensato il percorso della collettiva.

Tracciare uno spaccato sulle ultime tendenze pittoriche all’interno della scena contemporanea italiana è di fatto compito assai arduo. Nella contemporaneità è sempre complicato delineare la predominanza di una tendenza sulle altre, ci sarebbe bisogno di tempo e del suo scorrere, di una visione distante dall’alto capace di vincere la forza d gravità. In alternativa si può ricorrere ad una dimensione psicofisica mentale incentrata su una dimensione folle. Si può ricorrere alla pazzia, come stato mentale di indagine scevra e libera da preconcetti, pregiudizi e influenze varie.

TUTTI NON CI SONO prende liberamente spunto dal titolo di uno spettacolo teatrale che ha come protagonista un pazzo che, da detenuto in un manicomio, si ritrova libero per strada vagando senza meta, indossando un pigiama, delle pantofole, e con in mano una gabbietta vuota. L’uomo si fermerà solo davanti all’ingresso di un teatro, ritrovandosi in scena sul palco, libero di dar sfogo e forma verbale alla sua condizione di follia. La figura del folle, la pazzia come condizione mentale di estrema libertà, e il significato del numero Nove indicato dalla numerologia con la figura del “Liberatore” : non sono forse condizioni e figure metaforiche entrambe riconducibili al ruolo dell’artista ? La tela bianca o nera non sono forse come quella gabbietta vuota tenuta in mano dal protagonista della scena ? La pittura e la rappresentazione di una visione interiore non sono forse riconducibili alla libertà del folle pensiero ? Perdersi nelle visioni altrui non è di per sè un gesto altamente rischioso ? Il numero Nove è come un anticonformista che ama aprire la via ad altre visioni, a nuovi modi di pensare, ama ispirare gli altri per consentire il risveglio dei loro talenti.

Procedendo in ordine sparso di seguito alcune note sulle nove stelle … Beatrice Meoni (Firenze, 1960) si avvicina alla pratica pittorica dopo aver attraversato numerosi passaggi giungendo ad un particolare immaginario alla scoperta del corpo e del suo movimento. Una figurazione che si dilata in qualcosa che sembra avvicinarsi all’astratto, a seguito di un lavoro lento che provoca smarrimento.

Uno smarrimento che in Ettore Pinelli (Modica, 1984) si risolve in una fascinazione nei confronti della potenza di certe immagini cariche di violenza, nelle quali la tecnica è movimento ed espansione gestuale reiterato nel tempo. Ettore Pinelli nega e distrugge la rappresentazione attraverso la pratica della pittura e del disegno facendosi sovrastare da essa.

Dalla violenza della natura e dei suoi abitanti passiamo ad una natura morbida e vorticosa che emerge nelle opere di Francesco Zanatta (Treviso, 1989), dove forme evanescenti fondono realtà e pura immaginazione. La sua pratica pittorica trae ispirazione da luoghi che quotidianamente vive generando una nuova modalità di visione che parte dal vero per ribollire ed essere arsa, dall’occhio fino al gesto della mano che crea.

Simile ma differente è il risultato della pittura di Alice Faloretti (Brescia, 1992) dove spazi ibridi slittano tra realtà percepita e finzione, tra naturale e artificiale, tra conosciuto e ignoto. L’interazione tra realtà diverse genera spazi illusionistici, luoghi che sembrano ma non sono, caratterizzati da elementi familiari e allo stesso tempo estranei.

Ancora natura come soggetto principale e predominante nei lavori di Enrico Minguzzi (Bagnacavallo, 1981), nei quali ciò che colpisce chi guarda è il desiderio di rappresentare la luce offrendo una realtà sublime, febbrile, enigmatica, estatica, dove l’artista indaga i processi di mutazione e metamorfosi.

Una natura antropica appare invece nei lavori di Maria Giovanna Zanella (Schio, 1991) dove l’uomo al centro della rappresentazione è carne e sesso. Un uomo il cui ventre inteso come fulcro visivo, sospeso fra la testa e i genitali, è centro geometrico figurato, carnale e spirituale, abbondante e lussuoso.

Dalla voluttà dei corpi ad una dimensione intimamente profonda con la ricerca di Amandine Samyn (Bruxelles, 1978) che ci proietta in una dimensione intima e familiare della pittura. Mescolando la precisione iperrealista alla sintesi del gesto libero, Amandine racconta di tranches de vie quotidienne, attimi che diventano il momento per una riflessione intensa sui rapporti e le relazioni, sulla fragilità dell’uomo e la continua mutevolezza del nostro essere nel tempo.

Alessandro Gioiello (Savigliano, 1982) si muove furtivo nelle stanze dell’arte, riformula e confonde l’essenza di grandi capolavori; il suo gesto mescola i piani d’osservazione, creando preziosi cortocircuiti visivi che mettono in scena l’essenza stessa dell’azione mnemonica. Le sue stratificazioni figurative compongono forme e visioni perse l’una nell’altra, creando associazioni di immagini apparentemente casuali ma tra loro concatenate, rimandi continui all’interno della nostra memoria collettiva.

Daniele Di Girolamo (Pescara, 1995) sposta l’indagine sui materiali e sulle loro potenzialità di trasformazione chimica e fisica. Vasche contenti una soluzione di solfato di rame, nella traccia blu-verdastra che questo lascia nel processo di essicazione ricordano l’immagine di una marina, soggetto classico della ‘grande pittura’, qui esposto come evocazione di una tradizione che passa oggi attraverso un rigoroso processo di innovazione.

FB event : https://www.facebook.com/events/2308894565899725/

http://www.trafficgallery.org/Traffic_Gallery/Home.html

http://www.trafficgallery.org/Traffic_Gallery/Info_%26_Contacts.html

LANDINA – Esperienze di pittura en plein air

Landina – Esperienze di pittura en plein air

a cura di Lorenza Boisi

inaugurazione

Domenica 04 agosto 2019, ore 11:30

04 agosto – 11 agosto 2019

Villa Frascoli – Fumagalli, Laveno-Mombello (VA)

 

Nella giornata di domenica 4 Maggio, il Comune di Laveno, l’Associazione Amici del Midec e CARS nelle persone di Lorenza Boisi, direttore artistico e curatore del progetto LANDINA ed Andrea Ruschetti dir. Ass. Culturale Mastronauta, felicemente invitano all’inaugurazione della mostra di pittura di paesaggio en Plein Air.

Quest’anno l’esposizione presenterà gli esiti della ricognizione pittorica svolta quest’anno da  Bongiovanni, Paolo De Biasi, Filippo La Vaccara, Zanbagh Lotfi e Patrick Tabarelli.
e accoglierà anche le opere realizzate lo scorso anno da Stefano Arienti, Massimiliano Fabbri, Turzeniecka Gosia, Andrea Grotto, Enrico Minguzzi, Giulio Saverio Rossi.

Gli artisti pittori, provenienti da tanti luoghi italiani hanno appreso sentimentalmente il territorio, il miracolo del rifrangersi dell’acqua, il calare di un sole incerto, la brezza sferzante e il lucore dell’albeggiare di un luogo che è soprattutto l’Elegia Naturale d’intrinseca Bellezza di Paesaggio.

La mostra offre una lettura trasversale di differenti sensibilità pittoriche, derivazioni culturali e posizioni personali di pratica artistica, riconfermando LANDINA un appuntamento imperdibile per gli amanti della Pittura italiana e per i cultori di quanto ancora sia, possibilmente, Romantico.

La mostra rimarrà visitabile ad ingresso gratuito sino al giorno 11 agosto dalle 16 alle 19

 

Villa Frascoli – Fumagalli

Via Labiena 87
Laveno – Mombello (VA)

www.carsomegna.com
info@carsomegna.com

CARS è un progetto dell’Associazione Culturale Mastronauta di Omegna

La Mostra LANDINA è realizzata con il supporto di Amici del Midec, Porto Labieno, Lega Navale Italiana Sezione di Varese e con il patrocinio del Comune di Laveno Mombello

 

Breve Incipit a LANDINA – di Lorenza Boisi
Che cosa ci manca oggi per essere pittori di ieri?
Esserci stretti la mano o dati un pugno sui denti.
I pittori italiani, per via di una parcellizzazione globalizzata ed autoreferenziale del sistema, tra loro non si conoscono. Si conoscono a gruppi, a correnti di passione, intese come brezze più che avanguardie.
CARS, in modo del tutto inconsueto, estemporaneo, quasi inconcepibile per il nostro tempo, vuole restituire ai pittori italiani un momento di congrua conoscenza. Un tempo lussuoso di incontro demodé.
La conoscenza diretta, ed il lavoro comune potrà essere ispirazione per considerazioni utili al sistema artistico che ha vessato, emarginandola, la pratica della pittura senza riattivarla come da più di vent’anni, giustamente, avviene a livello internazionale.
Il luogo migliore e la migliore prassi, per artisti assoggettati alla pratica di atelier quali sono i pittori, spesso solitari ed appannati dall’illuminazione al tungsteno, è per gli ideatori di questa avventura à Rebours, il
cuore del nostro paesaggio – come tetto il cielo e come specchio il lago, come tappeto un prato e pareti, solo roccia e ghiacciai lustrati dal sole, talvolta incerto…
Insieme in piccoli gruppi, per alcuni giorni, a lavorare secondo una prassi obsoleta per molti, desueta per tutti, o quasi. Con una documentazione sincronica ed un’apertura al pubblico nel momento dell’evento espositivo. Con una mostra di pittura italiana en plein air, che trova i suoi ultimi precedenti nel primo novecento o, ormai, relegata all’attività amatoriale.
Le opere estemporanee saranno accompagnate anche dalla presentazione di un lavoro rappresentativo dell’operato artistico di ciascuno, proprio per segnare lo scarto, il margine di sbilanciamento di molte sicurezze.
Gli artisti selezionati trasversalmente per pratica, approccio, dato anagrafico e percorso artistico, sono professionisti invitati dal curatore in maniera quasi incidentale.
Come una sorta di simposio diffuso, questi incontri saranno occasione per riflettere sulla pittura come pratica e come posizionamento culturale nel contemporaneo, anche italiano.