Towards the light / Gallery Rosenfeld

Gallery Rosenfeld is thrilled to present ‘Towards the Light’, a multidisciplinary exhibition featuring fourteen international artists. Thematically, each artist is primarily concerned with the colour white, and how it can be utilised to either give off, or absorb, light. The use of light, the expression of light, the limitations of light: these have all been the primary motors of art across the centuries; from Caravaggio’s invention of chiaroscuro and Dutch 17th century rosenfeld Still Life’s to Monet’s Haystacks and Soulage’s Black paintings. However, the use of white as a predominant colour, only arrived in the art historical lexicon in the 1950s, during the Minimalist period, with artists such as Kazimir Malevich and Robert Ryman making all-white paintings.

20 jun – 20 jul 2024

Works by

Mar Arza, Emmanuel Barcilon, Bram Bogart, Enrique Brinkmann, Francisco de Corcuera, Leonardo Drew, Riccardo Guarneri, Qingzhen Han, Enrique Perezalba Red, Sabrina Jauffret, Enrico Minguzzi, Keita Miyazaki, Bongu Park, Toti Scialoja

Gallery Rosenfeld

Per Grazia Ricevuta – Galleria Giovanni Bonelli

ITA

Per Grazia Ricevuta

A cura di Alberto Mattia Martini

23.05 – .07.2024

Inaugurazione giovedì 23 maggio h19

Gli artisti presenti alla mostra, tramite i loro personali stili e linguaggi spaziando dalla pittura alla scultura offrono una prospettiva unica e personale, a contributo di una narrazione collettiva che mira a stimolare la discussione e l’interazione attraverso l’eredità insita negli ex voto.

La Galleria Giovanni Bonelli è lieta di presentare la mostra Per Grazia Ricevuta, curata da Alberto Mattia Martini. Una mostra collettiva che si propone di esplorare e reinterpretare il tema degli ex voto in un contesto contemporaneo: una correlazione tra storia e presente, mettendo in relazione tradizione e contemporaneità.

Gli ex voto, ci ricorda Didi-Huberman, sono oggetti misteriosi ed affascinanti, che potrebbero essere associati a fantasmi; essi sono intrisi di storia e spiritualità, fungono da testimoni tangibili delle esperienze umane di gratitudine, protezione, miracolo e sopravvivenza.

La mostra si configura come una riflessione sulla relazione tra tradizione e innovazione, tra sacro e profano, tra il tangibile e il trascendente. Gli ex voto contemporanei, pur mantenendo il loro valore simbolico, si muovono dalle radici puramente religiose per abbracciare una prospettiva più laica e universale.

Come afferma il curatore Alberto Mattia Martini: “Nella mostra la tradizione antica si è fusa con nuovi linguaggi e forme di riflessione ed espressione artistica contemporanea, consentendo la creazione di opere ispirate non solo al concetto di devozione, ma esplorando tematiche più ampie, quali l’identità, la politica, la società e l’ambiente. L’oggetto votivo da materia, si fa emblema del rapporto con altre dimensioni ed affronta questioni articolate e delicate come la vita, malattia, la morte o la rinascita, sia dal punto di vista universale che individuale: un simbolo che diviene mezzo per esprimere emozioni universali o narrazioni individuali. La mostra Per grazia ricevuta nella sua “rivelazione” contemporanea rappresenta un ponte tra il passato e il presente, tra tradizione e innovazione; essa interpreta un’espressione simbolica che è la manifestazione della nostra continua e costante ricerca di riuscire a dare un significato e quindi una speranza all’esistere.”

Per sottolineare il concetto diventa cruciale la cornice allestitiva, che evoca il tradizionale modo in cui gli ex voto vengono solitamente collocati: una composizione suggestiva, che richiama l’atmosfera delle chiese, dove “i manufatti allegorici” creano una sorta di accumulazione organica, una stratificazione temporale tipica dei luoghi di culto, dove gli elementi votivi di ringraziamento e di devozione si sovrappongono creando un rapporto di dialogo complesso e profondo. Il visitatore si ritrova così immerso in un’esperienza che invita alla riflessione ed alla contemplazione. In questo contesto, l’ex voto diventa un mezzo attraverso il quale gli artisti ci esortano a esplorare le relazioni con il sacro, la fortuna e il destino, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana e sullaricerca di conforto e speranza.

 

Opere di: Guido Airoldi, Maddalena Ambrosio, Stefano Arienti, Gabriele Arruzzo, Yuval Avital, Mattia Barbieri, Mirko Baricchi, Matteo Basilè, Matteo Bergamasco, Alessandro Bergonzoni, Thomas Berra, Bertozzi&Casoni, Andrea Bianconi, Lorenzo Brivio, Nicolò Bruno, Michele Bubacco, Luca Caccioni, Chiara Calore, Anna Capolupo, Nicola Caredda, Linda Carrara, Valeria Carrieri, Antonio Catelani, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Gianluigi Colin, Giacomo Cossio, Fabrizio Cotognini, Rudy Cremonini, Vanni Cuoghi, Sabrina D’Alessandro, Aldo Damioli, Alberto De Braud, Leonida De Filippi, Francesco De Grandi, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Marta Dell’Angelo, Mario Dellavedova, Aron Demetz, Marco Demis, Pino Deodato, Nicola Di Caprio, Fulvio Di Piazza, Roberto Dolzanelli, Tamara Ferioli, Enzo Fiore, Sergio Fiorentino, Francesco Fossati, Giovanni Frangi, Maurizio Galimberti, Michelangelo Galliani, Omar Galliani, Daniele Galliano, Laura Giardino Robert Gligorov, Giuseppe Gonella, Domenico Grenci, Ester Grossi, Franco Guerzoni, Agnese Guido, Audrey Guttman, Silvia Inselvini, Filippo La Vaccara, Franceso Lauretta, Giovanni Manfredini, Lorenzo Mariani, Bruno Marrapodi, Franco Marrocco, Luciano Massari, Andrea Mastrovito, Marco Mazzoni, Paolo Migliazza, Enrico Minguzzi, Kazumasa Mizokami, Concetta Modica, Elena Modorati, Tomoko Nagao, Silvia Negrini, Marco Pace, Silvia Paci, Mimmo Paladino, Robert Pan, Alessandro Papetti, Paola Pezzi, Paolo Pibi, Alex Pinna, Michelangelo Pistoletto, Luigi Presicce, Massimo Pulini, Pierluigi Pusole, Gherardo Quadrio Curzio, Alfredo Rapetti, Alberto Rastelli, Giotto Riva, Brigitta Rossetti, Elisa Rossi, Laboratorio Saccaccardi, Nicola Samorì, Davide Serpetti, Marta Sesana, Giuseppe Stampone, Ema Stokholma, Luca Trevisani, Wainer Vaccari, Vedovamazzei, Nicola Verlato, Flaminia Veronesi, Dany Vescovi, Fabio Viale, Velasco Vitali.

Con la partecipazione straordinaria di Dino Buzzati con uno dei suoi Ex-voto, per gentile concessione degli eredi.


ENG

For Grace Received

Curated by Alberto Mattia Martini

23.05 – .07.2024

Opening Thursday, May 23, 7 PM

The artists featured in the exhibition, through their personal styles and languages ranging from painting to sculpture, offer a unique and personal perspective, contributing to a collective narrative that aims to stimulate discussion and interaction through the legacy inherent in ex-votos.

Galleria Giovanni Bonelli is pleased to present the exhibition “For Grace Received,” curated by Alberto Mattia Martini. This group exhibition aims to explore and reinterpret the theme of ex-votos in a contemporary context: a correlation between history and the present, connecting tradition and modernity.

As Didi-Huberman reminds us, ex-votos are mysterious and fascinating objects that could be associated with ghosts; they are imbued with history and spirituality, serving as tangible witnesses to human experiences of gratitude, protection, miracle, and survival.

The exhibition reflects on the relationship between tradition and innovation, the sacred and the profane, the tangible and the transcendent. Contemporary ex-votos, while retaining their symbolic value, move from purely religious roots to embrace a more secular and universal perspective.

As curator Alberto Mattia Martini states: “In the exhibition, ancient tradition has merged with new languages and forms of contemporary artistic reflection and expression, allowing the creation of works inspired not only by the concept of devotion but also exploring broader themes such as identity, politics, society, and the environment. The votive object, from matter, becomes an emblem of the relationship with other dimensions and addresses complex and delicate issues such as life, illness, death, or rebirth, both from a universal and individual perspective: a symbol that becomes a means to express universal emotions or individual narratives. The exhibition ‘For Grace Received’ in its contemporary ‘revelation’ represents a bridge between the past and the present, between tradition and innovation; it interprets a symbolic expression that is the manifestation of our continuous and constant search to give meaning and thus hope to existence.”

To underscore the concept, the exhibition setting becomes crucial, evoking the traditional way ex-votos are usually displayed: a suggestive composition that recalls the atmosphere of churches, where “allegorical artifacts” create a sort of organic accumulation, a temporal stratification typical of places of worship, where votive elements of gratitude and devotion overlap, creating a complex and profound dialogue. The visitor thus finds themselves immersed in an experience that invites reflection and contemplation. In this context, the ex-voto becomes a means through which artists urge us to explore relationships with the sacred, fortune, and destiny, offering a profound reflection on the human condition and the search for comfort and hope.

Works by:
Guido Airoldi, Maddalena Ambrosio, Stefano Arienti, Gabriele Arruzzo, Yuval Avital, Mattia Barbieri, Mirko Baricchi, Matteo Basilè, Matteo Bergamasco, Alessandro Bergonzoni, Thomas Berra, Bertozzi&Casoni, Andrea Bianconi, Lorenzo Brivio, Nicolò Bruno, Michele Bubacco, Luca Caccioni, Chiara Calore, Anna Capolupo, Nicola Caredda, Linda Carrara, Valeria Carrieri, Antonio Catelani, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Gianluigi Colin, Giacomo Cossio, Fabrizio Cotognini, Rudy Cremonini, Vanni Cuoghi, Sabrina D’Alessandro, Aldo Damioli, Alberto De Braud, Leonida De Filippi, Francesco De Grandi, Francesco De Molfetta, Silvano De Pietri, Marta Dell’Angelo, Mario Dellavedova, Aron Demetz, Marco Demis, Pino Deodato, Nicola Di Caprio, Fulvio Di Piazza, Roberto Dolzanelli, Tamara Ferioli, Enzo Fiore, Sergio Fiorentino, Francesco Fossati, Giovanni Frangi, Maurizio Galimberti, Michelangelo Galliani, Omar Galliani, Daniele Galliano, Laura Giardino, Robert Gligorov, Giuseppe Gonella, Domenico Grenci, Ester Grossi, Franco Guerzoni, Agnese Guido, Audrey Guttman, Silvia Inselvini, Filippo La Vaccara, Francesco Lauretta, Giovanni Manfredini, Lorenzo Mariani, Bruno Marrapodi, Franco Marrocco, Luciano Massari, Andrea Mastrovito, Marco Mazzoni, Paolo Migliazza, Enrico Minguzzi, Kazumasa Mizokami, Concetta Modica, Elena Modorati, Tomoko Nagao, Silvia Negrini, Marco Pace, Silvia Paci, Mimmo Paladino, Robert Pan, Alessandro Papetti, Paola Pezzi, Paolo Pibi, Alex Pinna, Michelangelo Pistoletto, Luigi Presicce, Massimo Pulini, Pierluigi Pusole, Gherardo Quadrio Curzio, Alfredo Rapetti, Alberto Rastelli, Giotto Riva, Brigitta Rossetti, Elisa Rossi, Laboratorio Saccaccardi, Nicola Samorì, Davide Serpetti, Marta Sesana, Giuseppe Stampone, Ema Stokholma, Luca Trevisani, Wainer Vaccari, Vedovamazzei, Nicola Verlato, Flaminia Veronesi, Dany Vescovi, Fabio Viale, Velasco Vitali.

With the extraordinary participation of Dino Buzzati with one of his ex-votos, kindly granted by his heirs.

 

JIANGHU: THE DISCRETE CENTER | ZIAN Gallery – Hangzohu, China

ENG

JIANGHU: The Discrete Center
Curated by Rongwei Li
30 March 2024 – 15 May 2024 | ZIAN Gallery 20-2 Chekengwu, Yuhang District, Hangzhou

In martial arts novels, “Jianghu (江湖)” is the stage where heroes and villains engage in intrigue – a realm far removed from the courtly formalities and a vivid battleground for human nature. From its inception, “Jianghu (江湖)” symbolises the isolation of individual lives from one another. The phrase “Better to drift apart than to cling together half-heartedly (相濡 以沫,不如相忘于江湖 )” as echoed by the characters in martial arts tales, captures both a poetic allure and profound depth. Yet, it also reflects the unavoidable separation driven by material pressures, religious norms, and familial or national conflicts. The clash between individual insignificance and collective power demands inner strength and unwavering faith. In essence, this encapsulates the subtle essence of “disperse”. Is proximity or distance a matter of personal preference or does it lay the groundwork for peaceful coexistence?

The “Jianghu (江湖)” far removed from the corridors of power, is intertwined with nature; the gathering of primitive tribes bolsters their survival in the face of environmental challenges. The transition from nomadic to settled life brought scattered individuals together. However, modern urbanisation has estranged individuals from their innate freedom, independence, and solitude. “Disperse” also underscores the separation between humanity and nature. From stark divides to the contemporary trend of “reconnecting with nature” it seems to follow a cyclical pattern dictated by destiny. Humanity, as the offspring of nature, neither conquers nor seamlessly integrates with its surroundings. The rejection or deliberate distance from centralisation prompts a balancing act between personal and collective time.
Is it a choice to immerse oneself in urban life or to seek the freedom of navigating between nature and the city? Is self-exile the beginning, journey, or end of life’s odyssey? Reflecting on the globalisation led by neoliberalism and urbanisation, the dispersion of centralisation embodies an attitude – the multi-centralisation of urban geography in cities like Hangzhou (Shenzhen) reflects a dispersed reorganisation of urban spaces. Within dispersion lies the discovery of new meanings after the deconstruction and reconstitution of the central concept. Can our current lifestyle and production methods truly detach from nature, or does the notion of an “imagined nature” signify an “imagined future”?

Regardless of acknowledgment, we find ourselves living within an irretrievable natural order. This reality urges us to adopt a critical and constructive approach, always remaining vigilant about the “imagined future.” This exhibition aims to present a perspective that juxtaposes the center with the periphery, exploring how individual autonomy shapes the coexistence of the center and periphery. Artists will reflect on themes such as Jianghu (江湖)//court, nature//non-nature, center//non-center, and aggregation//dispersion, sharing stories from their personal perspectives entrenched in the center while immersed in the Jianghu (江湖). Through various mediums like images, videos, paintings, spaces, and installations, they’ll delve into the relationship between themselves as artists and their surroundings.

Additionally, the basement will be presenting a special screening “Go with the Flow”, curated by guest curator Baiqi Chen.

May each individual find their own “Jianghu (江湖)”.

Artists:
Andrej Auch | Lei Gao Langqing Liu | Nicola Samorì | Muxi Zhuo | Francesco di Biasi | Xinyu Han | Guoqiang Liu | Yiyi Wang | Chujing Fan | Yanan Jin | Enrico Minguzzi | Xingyun Wang | Weixuan Guo | Gergory Kitterle | Tao Peng | Shibin Yang

ITA

JIANGHU: The Discrete Center
A cura di Rongwei Li
30 Marzo 2024 – 15 Maggio 2024 | ZIAN Gallery 20-2 Chekengwu, Yuhang District, Hangzhou

Nei romanzi di arti marziali, “Jianghu (江湖)” è il palcoscenico dove eroi e cattivi prendono parte a scontri: un regno lontano dalle formalità cortesi e un vivido campo di battaglia per la natura umana. Fin dalla sua nascita, “Jianghu (江湖)” simboleggia l’isolamento delle vite individuali l’una dall’altra. La frase “Meglio allontanarsi che restare insieme senza convinzione (相濡以沫,不如相忘于江湖)” come echeggiato dai personaggi nelle storie di arti marziali, cattura sia un fascino poetico sia una profondità importante. Eppure, riflette anche la dicotomia inevitabile guidata dalle pressioni materiali, dalle norme religiose e dai conflitti familiari o nazionali. Lo scontro tra l’insignificanza individuale e il potere collettivo richiede forza interiore e fede incrollabile. In sostanza, ciò incapsula l’essenza sottile del “disperdersi”. La prossimità o la distanza sono una questione di preferenza personale o pongono le basi per una coesistenza pacifica?

Il “Jianghu (江湖)” lontano dai corridoi del potere, è intrecciato con la natura; il raduno delle tribù primitive rafforza la loro sopravvivenza di fronte alle sfide ambientali. Il passaggio dalla vita nomade a quella sedentaria ha riunito individui sparsi. Tuttavia, l’urbanizzazione moderna li ha allontanati dalla loro libertà innata, indipendenza e solitudine. “Disperdersi” sottolinea anche la separazione tra l’umanità e la natura. Da divisioni nette alla tendenza contemporanea di “ricongiungersi con la natura”, sembra seguire un modello ciclico dettato dal destino. L’umanità, come discendente della natura, non conquista né si integra senza soluzione di continuità con il suo ambiente. Il rifiuto o la distanza dalla centralizzazione, sollecita un equilibrio tra il tempo personale e collettivo.

È una scelta immergersi nella vita urbana o cercare la libertà di navigare tra natura e città? L’auto-esilio è l’inizio, il viaggio o la fine dell’odissea della vita? Riflettendo sulla globalizzazione guidata dal neoliberismo e dall’urbanizzazione, la dispersione della centralizzazione incarna un atteggiamento – la multicentralizzazione della geografia urbana in città come Hangzhou (Shenzhen) riflette una riorganizzazione dispersa degli spazi urbani. Nella dispersione risiede la scoperta di nuovi significati dopo la decostruzione e la riconstituzione del concetto centrale. I nostri attuali stili di vita e metodi di produzione possono veramente distaccarsi dalla natura, o il concetto di una “natura immaginata” segnala un “futuro immaginato”?

Indipendentemente dal riconoscimento, ci troviamo a vivere all’interno di un ordine naturale irrecuperabile. Questa realtà ci esorta ad adottare un approccio critico e costruttivo, rimanendo sempre vigili sul “futuro immaginato”. Questa mostra mira a presentare una prospettiva che contrappone il centro alla periferia, esplorando come l’autonomia individuale plasmi la coesistenza degli stessi. Gli artisti rifletteranno su temi come Jianghu (江湖)//corte, natura//non-natura, centro//non-centro, e aggregazione//dispersione, condividendo storie dalle loro prospettive personali radicate nel centro pur essendo immersi nel Jianghu (江湖). Attraverso vari mezzi come immagini, video, dipinti, spazi e installazioni, approfondiranno la relazione tra loro come artisti e il loro ambiente.

Inoltre, il piano inferiore presenterà una proiezione speciale: “Go with the Flow”, curata da Baiqi Chen.

Che ogni individuo possa trovare il proprio “Jianghu (江湖)”.

Artisti:
Andrej Auch | Lei Gao Langqing Liu | Nicola Samorì | Muxi Zhuo | Francesco di Biasi | Xinyu Han | Guoqiang Liu | Yiyi Wang | Chujing Fan | Yanan Jin | Enrico Minguzzi | Xingyun Wang | Weixuan Guo | Gergory Kitterle | Tao Peng | Shibin Yang

Preparing for Darkness – Kampa Museum, Prague

INFO        –       MUSEUM WEBSITE

Museum Kampa, Prague
Curated by Uwe Goldenstein
Opening: March 22nd, 2024 at 7 pm
Until May 19, 2024
Opening hours: Tue – Sun, 10 am – 6 pm

Nicola Samorì, Adam Magyar, Adela Janska, Radu Belcin, Richard Stipl, Inna Artemova, Attila Szücs, Flavia Pitis, Daniel Pitín, Enrico Minguzzi, Adam Bota, Rafael Megall (in collaboration with Demetrio Paparoni) & Liu Langqing (in collaboration with ZIAN Gallery, Hangzhou / New York)

 

About the exhibition / curator’s statement

It’s time for a divorce. A divorce from a type of contemporary art and especially painting that seems suspended in eternal post-modernity; one that, through a marked lack of artistic skill, can’t seem to reference anything but itself. This state of modern art can be experienced as a “pluriverse” of styles, citations, and allusions without a semblance of internal coherence.

With my exhibition series “Preparing for Darkness”, I would like to pose a counter concept. The 8th edition of the series takes place at Museum Kampa and presents 13 artists – mostly painters – who stand as examples of a generation marked by an exceptional intellectual approach to artistic practices. The resulting profound examination of art history, paired with extraordinary artistic skill, can be seen as veritable and imminent, as they each, through their own unique style, offer a real, pictorially comprehensible and perceptible dialogue between past art and their own inscribed emotional world. What unites them is a resurrection of melancholy, which returns to highlight the magical in a viewing experience. In that sense, my chosen metaphor “Preparing for Darkness” is meant to describe both melancholy and the state of the world.

Uwe Goldenstein

Artists

Nicola Samorì (I), Enrico Minguzzi (I), Flavia Pitis (RO), Radu Belcin (RO), Adela Janska (CZ), Richard Stipl (CZ), Daniel Pitín (CZ), Adam Magyar (H), Attila Szűcs (H), Inna Artemova (D), Adam Bota (A), Liu Langqing (CH) & Rafael Megall (ARM / in collaboration with Demetrio Paparoni)

Animali da fiore – installation views

ANIMALI DA FIORE – INSTALLATION VIEWS >>>

2023 – Pinacoteca San Francesco, San Marino

Flos at Altro Mondo – Exhibition views

EXHIBITION VIEWS >>>>

Flos – solo show at Altro Mondo Creative Space

San Antonio Village, Makati city, Philippines

 

11 november – 02 december 2023

Flos – Altro Mondo creative space – Manila Philippines

Animali da fiore – Pinacoteca San Francesco – San Marino

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ITA
Giovedì 14 dicembre alle ore 17.30, presso la Pinacoteca San Francesco di San Marino, si inaugura la mostra Animali da fiore di Enrico Minguzzi (Cotignola, Ravenna, 1981) a cura di Paolo Rondelli. L’esposizione, promossa dagli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino, presenta la produzione artistica recente dell’artista con 10 dipinti inediti e un’installazione site-specific composta da 34 elementi.

 

Il titolo Animali da fiore è un’antinomia che suggerisce una classificazione impossibile. Nei dipinti di Minguzzi, tutti realizzati nell’ultimo anno, sono raffigurati esemplari frutto di una proiezione immaginifica di un incontro tra forme di origine animale e vegetale. Nei dieci dipinti in mostra, la pittura di Minguzzi si evolve alla ricerca della vita: somma per poi togliere, scavare, far risaltare stratificazioni e sfumature vivide pur nei colori minerali che spesso richiamano visioni di rocce policromatiche.

 

Al centro della sala espositiva, è posizionato Arcipelago, un insieme di 34 micro opere realizzate su piastre di Petri, poggiate su altrettanti supporti a colonna, che ricorda un vivaio di ninfe generate su piastre da coltura biologica. Alcune di queste sono vere e proprio opere pittoriche di piccolissimo formato realizzate con le stesse modalità di quelle su tela, altre possono essere intese come delle micro narrazioni della fase iniziale del processo pittorico.

 

Come scrive il curatore Paolo Rondelli “gli Animali da fiore di Minguzzi sono portatori di vita, generatori di nuove forme biologiche, di nuove espressioni. Sono forme di vita spettacolari che prendono forma su vetrini da laboratorio, tessuti cromatici in coltura che cominciano a pulsare in una palude primordiale e progressivamente brillano, perché la lucentezza dell’oro li accompagna sempre, ma con discrezione, quasi col timore di mostrarsi al primo sguardo frontale”.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo che include le immagini dell’allestimento.

 

Biografia
Enrico Minguzzi (Cotignola, Ravenna, 1981), dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna si trasferisce a Milano dove, nel 2008, tiene la sua prima mostra personale Liqueforme, presso lo Studio d’Arte Cannaviello. Da allora i suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive, tra cui: Ultimi paesaggi alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (2019), Pittori fantastici nella Valle del Poal PAC di Ferrara (2020) e Senza Figura presso la galleria Monitor, a cura di Nicola Samorì (2021), Fluoritura presso la Nuova Galleria Morone (2021), La piena dell’occhio presso l’Ex convento di San Francesco di Bagnacavallo, a cura di Saverio Verini (2022), Flos presso Altro Mondo Contemporary Art di Manila nelle Filippine (2023), EX 5 alla Pinacoteca Nazionale Bologna, a cura di Carmen Lorenzetti (2023). Ha realizzato progetti site-specifice residenze presso Areacreativa42 (2019) e Museo Civico Luigi Varoli (2020), dove ha avuto origine il nuovo ciclo della “natura morta”. Dopo aver ricevuto premi e menzioni speciali, tra cui Premio DAMS, a cura di Renato Barilli, e Premio Nazionale delle Arti, nel 2022 ha vinto il terzo premio del Premio Artistico Fondazione VAF e le sue opere sono entrate a far parte della Collezione VAF Stiftung. Nel 2023 si è aggiudicato il premio Fondazione Coppola per Premio Icona di Art Verona. Dal 2014, parallelamente al suo lavoro artistico, è membro fondatore del collettivo MAGMA, in cui sviluppa progetti che uniscono arti visive, ricerca musicale e indagine territoriale.

 

Enrico Minguzzi
Animali da fiore
A cura di Paolo Rondelli
Date: 15 dicembre 2023 – 17 marzo 2024
Sede: Pinacoteca San Francesco, Via Basilicius 31, Città di San Marino
Promossa da: Istituti Culturali della Repubblica di San Marino
Ingresso alla mostra: libero
Orari di apertura: 9-17 (chiuso il 25 dicembre 2023 e 1 gennaio 2024)
Informazioni: email info.museidistato@pa.sm | tel. +39 0549 888245 | sito web www.museidistato.sm

 

Ufficio stampa: Irene Guzman | Tel. 349 1250956 | irenegzm@gmail.com
ENG

On Thursday, December 14th, at 5:30 PM, at the Pinacoteca San Francesco in San Marino, the exhibition “Animali da fiore” by Enrico Minguzzi (Cotignola, Ravenna, 1981), curated by Paolo Rondelli, will be inaugurated. The exhibition, promoted by the Cultural Institutes of the Republic of San Marino, showcases the artist’s recent artistic production with 10 unpublished paintings and a site-specific installation composed of 34 elements.

The title “Animali da fiore” is an antinomy that suggests an impossible classification. In Minguzzi’s paintings, all created in the last year, specimens are depicted as a result of an imaginative projection of a meeting between forms of animal and plant origin. In the ten paintings on display, Minguzzi’s painting evolves in the search for life: summing up and then removing, digging, highlighting layers, and vivid nuances even in mineral colors that often evoke visions of polychromatic rocks.

At the center of the exhibition hall is “Arcipelago,” a collection of 34 micro-works created on Petri dishes, placed on as many column supports, resembling a nursery of nymphs generated on biological culture plates. Some of these are actual small-format paintings created using the same methods as those on canvas, while others can be interpreted as micro-narrations of the initial phase of the painting process.

As curator Paolo Rondelli writes, “Minguzzi’s ‘Animali da fiore’ are bearers of life, generators of new biological forms, of new expressions. They are spectacular forms of life that take shape on laboratory slides, chromatic tissues in culture that begin to pulsate in a primordial swamp and progressively shine because the brilliance of gold always accompanies them, but discreetly, almost with the fear of revealing themselves at the first frontal glance.”

The exhibition is accompanied by a catalog that includes images of the setup.

Biography:
Enrico Minguzzi (Cotignola, Ravenna, 1981), after graduating from the Academy of Fine Arts in Bologna, moved to Milan where, in 2008, he held his first solo exhibition, “Liqueforme,” at the Studio d’Arte Cannaviello. Since then, his works have been exhibited in solo and group shows, including: “Ultimi paesaggi” at the Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (2019), “Pittori fantastici nella Valle del Poal” at PAC in Ferrara (2020), and “Senza Figura” at the Monitor gallery, curated by Nicola Samorì (2021). He has also participated in exhibitions such as “Fluoritura” at the Nuova Galleria Morone (2021), “La piena dell’occhio” at the Ex Convent of San Francesco in Bagnacavallo, curated by Saverio Verini (2022), and “Flos” at Altro Mondo Contemporary Art in Manila, Philippines (2023). His site-specific projects include residences at Areacreativa42 (2019) and Museo Civico Luigi Varoli (2020), where the new cycle of “natura morta” originated. After receiving awards and special mentions, including the DAMS Award curated by Renato Barilli and the National Arts Award, he won the third prize of the VAF Foundation Artistic Prize in 2022, and his works became part of the VAF Stiftung Collection. In 2023, he was awarded the Fondazione Coppola Prize for the Art Verona Icon Award. Since 2014, alongside his artistic work, he has been a founding member of the MAGMA collective, where he develops projects that combine visual arts, musical research, and territorial investigation.

Enrico Minguzzi
Animali da fiore
Curated by Paolo Rondelli
Dates: December 15, 2023 – March 17, 2024
Venue: Pinacoteca San Francesco, Via Basilicius 31, City of San Marino
Promoted by: Cultural Institutes of the Republic of San Marino
Exhibition admission: free
Opening hours: 9 AM – 5 PM (closed on December 25, 2023, and January 1, 2024)
Information: email info.museidistato@pa.sm | tel. +39 0549 888245 | website www.museidistato.sm

Press Office: Irene Guzman | Tel. 349 1250956 | irenegzm@gmail.com

Fondazione Coppola per Premio Icona – Art Verona 2023

Enrico Minguzzi (Nuova Galleria Morone, Milano) ha vinto il premio Icona sostenuto da Fondazione Coppola con l’opera D’oro decoro (2022). Icona è lo storico premio di ArtVerona dedicato al riconoscimento di un’opera significativa all’interno del panorama dell’arte contemporanea. Il Premio nell’edizione 2022 e 2023 della manifestazione è sostenuto dalla Fondazione Coppola di Vicenza: l’opera acquisita entrerà quindi a far parte di una delle collezioni del territorio più conosciute e apprezzate dal pubblico. La Fondazione Coppola ha assegnato il riconoscimento a Minguzzi in quanto la sua opera «Rappresenta una originale ricerca, in cui la pittura sembra disperdersi nello spazio e allo stesso tempo raccogliersi in concrezioni, quasi che la materia pittorica viva di vita propria al di là della volontà del suo autore. Questa sintesi è una metafora stessa della pittura che oscilla periodicamente tra i generi senza morire mai»