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02.06.17 - Ottanta artisti per il Combat prize. Annunciata la shortlist dell’ottava edizione

Incanto (disturbo), oil on canvas, cm 80 x 100, 2017

Felice di essere tra i finalisti 2017.

https://www.premiocombat.it/finalisti

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DA EXIBART.COM

Cinque sezioni, sette premi, ottanta artisti. Annunciata la shortlist dei finalisti del Combat Prize, il concorso giunto all’ottava edizione, per il quale non ci sono limiti di età ne vincoli di tema. Invariati i premi che, oltre alla mostra dedicata a tutti i finalisti e visitabile dal 24 giugno al Museo Civico Giovanni Fattori e alla Fortezza Vecchia di Livorno, consistono in 6mila euro per i vincitori delle sezioni Pittura e Fotografia, e 4mila per Grafica, Video e Scultura-Installazione. Gradito il ritorno del “Fattori Contemporaneo”, premio ideato dal Comune di Livorno che offre la possibilità di una personale al Museo Fattori con la pubblicazione del catalogo, mentre debutta il premio “Art Tracker” in collaborazione con Lucca Art Fair, dove quattro artisti selezionati tra i finalisti saranno inseriti nella programmazione eventi della fiera con un progetto curatoriale dedicato.
Nelle cinque categorie, a spuntarla tra 1200 artisti provenienti da 54 paesi, selezionati da una giuria composta da Walter Guadagnini, Stefano Taddei, Lorenzo Bruni, Lorenzo Balbi, Francesca Baboni, Elio Grazioli e Andrea Bruciati, sono stati:
Pittura
Enrico Azzolini, Romina Bassu, Chiara Campanile, Francesca Chioato, Antonella Cinelli, Barbara De Vivi, Anna Eleonora Fabrizi, Maurizio Faleni, Ilaria Fasoli, Andrea Fiorino, Francesco Fossati, Francesco Fusi, Giulio Saverio Rossi, Niklaus Manuel Güdel, Judit Horvath Loczi, Jacked, Andrea Lucchesi, Enrico Minguzzi, Floriana Mitchell, Matteo Nuti, Silvia Paci, Marco Pariani, Laura Pedizzi, Ettore Pinelli, Errika Pontevichi, Michele Savino, Federico Severino, Mattia Sinigaglia, Lisa Stefani, Eva Chiara Trevisan
Grafica
Laura Allegro, Kalina Danailova, Goran Dragas, Massimiliano Galliani, Maddalena Granziera, Giorgia Lo Faso, Stefania Mazzola, Vincenzo Merola, More Of Sabs, Fernando Salmon Iza
Fotografia
Alessandro Calabrese, Valentina De Rosa, Alessio Deluca, Deva Photographer, Anna Di Prospero, Luca Gilli, Marco Groppi, Giovanni Guadagnoli, Hiroshi Kawazumi, Mayor, Anna Messere, Simone Mizzotti, Samuele Mollo, Gloria Pasotti, Petripaselli, Lorenzo Pingitore, Andrea Santese, Karin Schmuck, Alberto Sinigaglia, Jacopo Valentini
Scultura/Installazione
Martina Brugnara, Francesco Finotti, Monika Grycko, Giuseppe Inglese, Mat Toan E Pamela Pintus, Simone Monsi, Mauro Panichella, Davide Sgambaro, Silvia Vendramel, Carloalberto Treccani
VIDEO
Bowman, Pamela Breda, Christina G Hadley, Ana Dévora, Roberto Fassone, Hirokazu Fukawa, Silvia Giambrone, Irene Lupi, Matteo Mezzadri, Victor Valobonsi

08.03.16 - //del buio e altre storie di luce\\

19 marzo, oil on linen, cm 40 x 50, 2016

Venerdì 18 marzo alle ore 18.30 in via Matteo Pescatore 11/D, la galleria Opere Scelte inaugura Del buio e altre storie di luce, personale di Enrico Minguzzi.

L’esposizione è un elogio che l’artista fa alla luce attraverso una serie di lavori inediti: natura rigogliosa, che come lui stesso afferma è “vista attraverso il filtro della nostra contemporaneità”. I paesaggi di Minguzzi nascono dai ricordi delle sue terre, ricostruzioni dei luoghi che ha vissuto, visitato e sognato, intercalati spesso da pattern o linee, elementi facilmente riconducibili a visioni multimediali. L’elemento irreale e artificiale è sempre presente, anche se a volte è meno evidente – ne sono un esempio le differenti fonti di luce che agiscono contemporaneamente nel paesaggio bucolico – invasioni che riescono a fondersi con la natura, dandole la possibilità di esprimersi al massimo. I luoghi sembrano mediati da una lente ultrasensibile capace di mostrarne la vera essenza: narrazioni che la luce concede a forme e a colori, di giorno e di notte. In mostra, gli ultimi lavori dell’artista propongono visioni notturne e diurne che introducono nella sua ricerca colori più brillanti, saturi e accesi.
Pennellate rapide e spesse si alternano a particolari dettagliatamente definiti, a tecniche industriali o a pratiche orientali. Le diverse modalità descrittive conferiscono alle immagini differenti velocità di osservazione; si entra all’interno del paesaggio e all’interno della materia che prende vita nella sovrapposizione di trasparenze.
Nella complessità della sua pittura, Enrico Minguzzi rappresenta la semplicità e la bellezza della natura, percepita da un uomo permeato anche di cultura tecnologica che però non utilizza direttamente, pur esplicitandone l’essenza.

La mostra sarà allestita fino a sabato 30 aprile 2016.

25.04.15 - //Holzwege Upcoming Solo Show\\ – Galleria Primo Piano / Rimini

Di quel che si cela, olio su lino, cm 40x50, 2015 - Version 2

Holzwege – Solo show – Rimini – Galleria Primo Piano – 16 maggio/28 giugno 2015

A cura di Giuseppe Padula

In collaborazione con Galleria Atlantica

Vernissage 16 maggio 2015 H.18:00

Muovendomi tra i recenti lavori di Enrico Minguzzi, mi è tornato in mente un  racconto di Zhuang-zi, uno dei maestri del taoismo. Zi-gong, in viaggio tra i monti della provincia di Chu, incontra un giardiniere intento ad  irrigare il proprio orto e per far questo scende numerose volte all’interno di una caverna per attingere l’acqua necessaria alle sue piante. Zi-gong gli chiede: «Se aveste una macchina che riuscisse a irrigare cento aiuole al giorno, non vorreste servirvene?». «Com’è fatta? Chiese il giardiniere levando lo sguardo su Zi-gong». «È una macchina di legno cavo, pesante dietro e leggera davanti, con la quale si tira su l’acqua come si potrebbe far con la mano, ma così velocemente che l’acqua trabocca ribollendo dal secchio: questa macchina si chiama “Pozzo a bilanciere”». Il giardiniere si adirò, cambiò colore e con scherno disse: «Ho imparato questo dal mio maestro: chi si serve di macchine, usa dei meccanismi e il suo spirito si meccanicizza. Chi ha lo spirito meccanicizzato non possiede più la purezza dell’innocenza e perde la pace dell’anima. Non ignoro i pregi di questa macchina, ma avrei vergogna a servirmene». La pittura di Enrico, per appartenenza generazionale, non attinge alla macchina del concetto, nel suo viaggio ha lasciato alle spalle lo scontro con il digitale, i dialoghi collaborativi e sfidanti tra la tecnologia dello screen e l’energia della tela, e si avventura nella freschezza dell’essere, del colore e della vitalità, perdendosi senza alcuna remora intellettuale dentro un heideggeriano ’’Holzweg’: ‘Holz è un’antica parola per dire bosco. Nel bosco ci sono sentieri che, sovente ricoperti di erbe, si interrompono improvvisamente nel fitto. Si chiamano Holzwege. Ognuno di essi procede per suo conto, ma nel medesimo bosco. L’uno sembra sovente l’altro: ma sembra soltanto. Legnaioli e guardaboschi li conoscono bene. Essi sanno che cosa significa trovarsi su un sentiero che, interrompendosi, svia “. (M. Heidegger, Holzwege, 1950 ). Sentieri che hanno quella innata e rivoluzionaria potenza di interagire con noi recuperata dalla pittura di Enrico, lasciando il rumore di fondo della mediazione tecnologica a campi di battaglia lontani.

Giuseppe Padula

10.02.15 - VENTIQUATTRO / installation view

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VENTIQUATTRO / Ninapì, Ravenna, november 22 2014 – january 10 2015 / INSTALLATION VIEW

17.01.15 - ventiquattro

16.01.15 - upcoming artefiera 2015

Artefiera 2015 – 23/26 january / Galleria Atlantica / Hall 26 Stand B63 / http://www.artefiera.bolognafiere.it/

31.12.14 - eccellentipittori.it

Ciò che scorgo, acrylic and oil on canvas, cm 24x30, 2014

ECCELLENTI PITTORI

il diario della pittura italiana vivente

Enrico Minguzzi

 

Cotignola 1981. Nato nel paese dove visse Mattia Moreni, vive nel paese dove nacque Bartolomeo Ramenghi e dove abita (a pochi metri, nella stessa strada) Nicola Samorì: Romagna figurativa! La prima personale è del 2008 (Studio Cannaviello, Milano) mentre fra le numerose mostre collettive non si possono non menzionare due luoghi prestigiosi: la casa mantovana del Mantegna e quella milanese di Letizia Moratti. Vive a Bagnacavallo.

Il mare, i monti, le vallate sorprese dalla luce diurna oppure dal bagliore crepuscolare, le colature di atmosfera che fondono il cielo e la terra. Tutti questi scorci sono naturalmente accostati da Minguzzi a colori innaturali, forme geometriche solide che si sovrappongono alla natura o librano nell’aria come se fossero aquiloni. Si avverte qua e là la presenza del Demiurgo platonico che fa capolino sulla superficie di alcune tele per svelare la struttura matematica dell’universo. 

– Giuliana Benassi –

09.11.14 - //ventiquattro\\

Dove si perde lo sguardo, acrilico ed olio su tela, cm 120x160, 2014

//APRI COMUNICATO STAMPA\\ NINAPI’ – nesting art gallery // Chiara Fuschini Presenta VENTIQUATTRO, personale di Enrico Minguzzi a cura di Giuliana Benassi\\OPENING 22 novembre 2014 ore 17:00//22 novembre 2014 – 10 gennaio 2015, Galleria Ninapì, via Pascoli 31 Ravenna info e appuntamenti: 392 16 92 698

24.10.14 - Il collasso dell’immagine / installation view

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INSTALLATION VIEW \\ Il collasso dell’immaigne / Palazzo Ducale /Pavullo nel Frignano / 2014 \\ INSTALLATION VIEW

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